FinanziamentiFormazione IAFondi interprofessionaliMIMITLegge 132/2025

Finanziamenti per la formazione sull’IA in Italia: cosa è davvero aperto (2026)

JB
Justas ButkusFondatore, Ainora
··13 min di lettura

In breve

In Italia la risposta più utile alla domanda «chi paga la formazione sull’IA» non è un bando: è il conto formazione dei fondi paritetici interprofessionali, alimentato dallo 0,30% del monte salari che l’azienda già versa e utilizzabile in qualunque momento dell’anno. I bandi a scadenza sono pochi e stretti: lo sportello MIMIT «Sviluppo competenze» apre alle ore 12:00 del 10 settembre 2026 e chiude alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026, ma solo per le PMI di Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il credito d’imposta Formazione 4.0 non è più attivo dalla fine del 2022, e continua a essere venduto. Il miliardo di euro attribuito alla legge italiana sull’IA è capitale di rischio, non formazione, e quella stessa legge contiene una clausola di invarianza finanziaria. Tutte le fonti sono state riaperte il 6 settembre 2026.

In Italia la formazione del personale si finanzia in via ordinaria attraverso i fondi paritetici interprofessionali, cioè con lo 0,30% del monte salari che l’azienda versa già oggi e che può destinare a un fondo e poi spendere quando serve. I bandi pubblici a scadenza esistono, ma sono selettivi, territorialmente limitati e cambiano rapidamente. Le due cose vanno tenute distinte, perché quasi tutto il rumore commerciale su questo argomento nasce dal confonderle.

Questa pagina fa tre cose. Prima smonta tre affermazioni che in Italia vengono vendute con regolarità e che non reggono alla lettura delle fonti ufficiali. Poi descrive il canale che funziona davvero. Infine dichiara, con nome e data, la lacuna che non siamo riusciti a colmare: non siamo riusciti ad aprire il sito di Fondimpresa, e lo diciamo invece di tacerlo.

Una precisazione di ruolo, prima di cominciare. Non svolgiamo consulenza sui finanziamenti, non presentiamo domande per conto di nessuno e non abbiamo alcun interesse a che una misura risulti aperta. Questa è una mappa documentata, con le fonti in chiaro, non un servizio.

Chi paga la formazione sull’IA in Italia?

Nella grande maggioranza dei casi, l’azienda stessa, con soldi che ha già versato. Il meccanismo dei fondi paritetici interprofessionali funziona così: ogni datore di lavoro versa all’INPS un contributo pari allo 0,30% del monte salari per la formazione continua; aderendo a un fondo interprofessionale, quella quota viene trasferita al fondo e resta a disposizione dell’impresa su un conto dedicato. Non è un contributo da vincere: è una quota che l’azienda paga comunque e che, senza adesione, semplicemente non torna indietro.

Accanto a questo canale ordinario esistono bandi pubblici. Nel 2026 quelli aperti e realmente utilizzabili per la formazione del personale dipendente sono pochi, hanno perimetri geografici precisi e, nel caso principale, non nominano mai l’intelligenza artificiale fra le tematiche ammissibili. Il resto di questa pagina spiega la differenza tra le due cose, in dettaglio.

Tre cose che vengono vendute e non esistono

1. «Il miliardo della legge italiana sull’IA finanzia la formazione»

La legge 23 settembre 2025, n. 132, contiene effettivamente la cifra di un miliardo di euro. Ma l’articolo 23, intitolato «Investimenti nei settori dell’intelligenza artificiale, della cybersicurezza e del calcolo quantistico», autorizza «fino all’ammontare complessivo di un miliardo di euro, l’investimento, sotto forma di equity e quasi equity, nel capitale di rischio» di PMI innovative e imprese ad alto potenziale che operano in quei settori. È capitale di rischio destinato a imprese tecnologiche, gestito attraverso una società di gestione del risparmio. Nulla a che vedere con la formazione del personale di un’azienda manifatturiera o di uno studio professionale.

Il punto è chiuso definitivamente dall’articolo 27 della stessa legge, la «Clausola di invarianza finanziaria»:

«1. Dall’attuazione della presente legge, ad esclusione dell’articolo 21, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono all’adempimento delle disposizioni della presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.»

(Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25-9-2025, legge 132/2025, consultata il 6 settembre 2026)

L’unico articolo escluso dalla clausola è il 21, che riguarda il ministero degli affari esteri, non la formazione. Una legge che dichiara di non generare nuovi oneri per la finanza pubblica non è, per costruzione, una fonte di finanziamento a cui un’impresa possa attingere.

2. «Potete usare il credito d’imposta Formazione 4.0»

No. La pagina del Ministero delle imprese e del made in Italy dedicata alla misura si apre con un riquadro di una riga:

Titolo della misura: «Credito d’imposta formazione 4.0», con sottotitolo «Investimenti delle imprese nella formazione del personale».
Riquadro «Avviso»: «La misura non è più attiva.»

(MIMIT, Credito d’imposta formazione 4.0, riaperta il 6 settembre 2026)

La misura si è chiusa alla fine del 2022. Nonostante questo, è ancora oggi uno degli argomenti di vendita più diffusi nella formazione aziendale italiana: se un fornitore ve la propone come strumento disponibile per coprire il costo di un percorso sull’IA, sta citando una misura estinta da quasi quattro anni. È una verifica che si fa in trenta secondi sulla pagina ministeriale.

3. L’idea che una legge, europea o italiana, renda la formazione obbligatoria

Questa è la terza, e vale la pena tenerla stretta perché è facile sbagliarla in entrambe le direzioni. L’articolo 4 del regolamento sull’intelligenza artificiale, nel testo in vigore dal 27 luglio 2026, chiede a fornitori e deployer di adottare misure «volte a sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione in materia di IA» del proprio personale, e aggiunge espressamente che «Tale obbligo non impone ai fornitori o ai deployer di garantire un livello specifico di alfabetizzazione in materia di IA per alcuna persona». L’obbligo di adottare misure esiste e si applica dal 2 febbraio 2025; quello che non esiste è l’obbligo di comprare un corso o un attestato.

Sul versante italiano, la legge 132/2025 prevede all’articolo 24 la «previsione di percorsi di alfabetizzazione e formazione in materia di utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale». L’Italia è, tra i grandi mercati europei, l’unica ad avere messo l’alfabetizzazione sull’IA fra gli obiettivi della propria legge nazionale. Ma è un criterio direttivo di una delega al Governo, privo di copertura finanziaria per effetto dell’articolo 27, e non un adempimento che ricade oggi su un datore di lavoro. Il contrasto è quasi didattico: la legge italiana dice che i percorsi di alfabetizzazione vanno previsti, e nella stessa legge dice che non ci saranno nuovi oneri per farlo.

Il quadro completo, con i testi affiancati, è in regolamento IA, articolo 4 e alfabetizzazione in materia di IA. Sono informazioni generali, non consulenza legale.

Il canale strutturale: i fondi paritetici interprofessionali

Questo è il canale che risponde davvero alla domanda di partenza, e non è un bando. I fondi paritetici interprofessionali sono organismi bilaterali a cui l’azienda aderisce; l’adesione dirotta verso il fondo la quota dello 0,30% del monte salari che l’impresa versa comunque all’INPS. Da lì, l’azienda può presentare piani formativi e spenderla.

Fondirigenti, il fondo interprofessionale per la formazione dei dirigenti, descrive il meccanismo con parole che valgono per l’intero sistema:

«Il Conto formazione è il principale strumento per consentire alle aziende e ai dirigenti di utilizzare in modo efficiente, rapido e innovativo le risorse 0,30% trasferite dall’Inps. Il sistema consente di presentare Piani aziendali […] per realizzare, in ogni momento dell’anno, interventi formativi»

(Fondirigenti, Conto formazione, consultata il 6 settembre 2026)

Tre caratteristiche rendono questo canale diverso da tutto il resto. Non ha una finestra: si usa quando serve. Non è competitivo: non c’è una graduatoria da vincere, perché sono risorse dell’azienda. E non ha un vincolo tematico stretto come i bandi pubblici: il contenuto del piano formativo lo decide l’impresa, entro le regole del fondo cui aderisce.

Accanto al conto formazione, i fondi pubblicano anche avvisi a valere su risorse collettive: sono una procedura diversa e selettiva. Fondirigenti stessa distingue le due cose, precisando che a differenza del conto formazione «si tratta di una procedura selettiva». Alla data di consultazione, 6 settembre 2026, Fondirigenti non aveva finestre di presentazione aperte sui propri avvisi.

Nota importante: Fondirigenti riguarda i dirigenti. Per il personale non dirigente il fondo di riferimento dipende dal settore e dall’adesione contrattuale dell’azienda. Il meccanismo dello 0,30% è lo stesso; il fondo, e quindi le regole operative, cambiano. Il primo passo pratico è verificare a quale fondo l’azienda aderisce, dato che compare nella denuncia contributiva.

Fondimpresa: la lacuna che dichiariamo

Una fonte che non siamo riusciti ad aprire, e lo scriviamo

Fondimpresa è il fondo interprofessionale a cui aderisce una parte molto ampia delle imprese industriali italiane, ed è quindi, per molte aziende, il canale attraverso cui la formazione si paga concretamente. Il 6 settembre 2026 non siamo riusciti ad aprire nessuna pagina di fondimpresa.it: la connessione è andata in timeout con quattro percorsi indipendenti, ovvero due richieste HTTPS dirette (con e senza www), una richiesta HTTP, un recupero automatico che ha restituito «connection refused» sull’indirizzo 95.157.78.52, e un servizio proxy di estrazione testo, andato anch’esso in timeout.

Di conseguenza non riportiamo alcuna cifra, scadenza o avviso di Fondimpresa, e in particolare non affermiamo né che esistano né che non esistano avvisi attualmente aperti dedicati all’intelligenza artificiale. Il sito esiste ed è attivo: una copia archiviata del 9 febbraio 2026 nell’Internet Archive mostra i tre canali di finanziamento del fondo, cioè Conto Formazione, Conto di Sistema (che opera «tramite la pubblicazione di Avvisi») e Contributo Aggiuntivo. Quella copia ha però sette mesi e non dice nulla su cosa sia aperto oggi.

Cosa fare, in pratica: se la Sua azienda aderisce a Fondimpresa, la verifica va fatta direttamente sul sito del fondo o tramite il proprio consulente del lavoro, e non su questa pagina. Aggiorneremo questa sezione quando riusciremo ad aprire la fonte.

MIMIT «Sviluppo competenze»: aperto, ma per sette regioni

È il bando pubblico più rilevante per la formazione del personale dipendente nel 2026, ed è anche quello su cui è più facile illudere un lettore che non abbia guardato la geografia.

La finestra, nelle parole della pagina ministeriale: «Con decreto direttoriale n. 2095 del 13 luglio 2026 […] A partire dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026 e fino alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026 le PMI possono presentare le domande di agevolazione esclusivamente tramite la procedura informatica disponibile nell’apposita sezione del sito web del Soggetto gestore (www.invitalia.it)». Alla data di pubblicazione di questa pagina, 6 settembre 2026, la finestra non è ancora aperta: apre fra quattro giorni.

Il limite territoriale, detto per intero

«Sviluppo Competenze è un regime di aiuto destinato alle PMI localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, per l’acquisizione […] di servizi finalizzati allo sviluppo e all’accrescimento delle competenze del relativo personale dipendente.»

Se la Sua azienda ha sede a Milano, a Padova o a Firenze, questa misura non La riguarda. Le iniziative devono inoltre essere realizzate «nell’ambito di una o più unità locali, ubicate nei territori» di quelle sette regioni. Nessuna deroga per la sede legale altrove.

Fonte: MIMIT, Sviluppo competenze

I parametri economici, tutti dalla stessa pagina: dotazione complessiva di 50 milioni di euro a valere sull’Azione 1.4.1 del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027; costi ammissibili «non inferiori a 10 mila euro e non superiori a 60 mila euro»; agevolazione concessa in regime de minimis «nella forma del contributo diretto alla spesa, nella misura pari al 50% delle spese ammissibili»; graduatoria formata in ordine decrescente di punteggio, quindi procedura competitiva e non a sportello puro.

L’avvertenza sull’intelligenza artificiale

Abbiamo cercato l’espressione «intelligenza artificiale» sull’intera pagina della misura, il 6 settembre 2026: non compare. Le tematiche ammissibili elencate sono «conoscenza, utilizzo e diffusione delle tecnologie individuate dal regolamento STEP» e «processi di transizione verde e digitale»; fra gli ambiti di intervento figurano «Tecnologie digitali» e «Agenda Digitale, Smart Communities, sistemi di mobilità intelligente».

Un percorso di formazione sull’IA può plausibilmente rientrare in «Tecnologie digitali» o nelle tecnologie STEP, ma questa è una nostra inferenza, non una previsione del bando. Chi le dice «l’Italia finanzia al 50% la formazione sull’IA» sta saltando due passaggi: il limite alle sette regioni, e il fatto che l’IA non è nominata. La verifica va fatta con il soggetto gestore prima di impegnare qualsiasi cosa.

Strumenti chiusi o fraintesi

Per completezza, e perché circolano ancora nelle proposte commerciali.

  • Credito d’imposta Formazione 4.0. Non più attivo dalla fine del 2022, con avviso esplicito sulla pagina ministeriale. Trattato sopra.
  • Fondo Nuove Competenze. La terza edizione ha avuto una finestra di presentazione dal 10 febbraio 2025 al 10 aprile 2025, ormai chiusa, e la misura risulta in fase di gestione post-assegnazione. Se esista o meno una quarta edizione aperta oggi, non lo abbiamo verificato e quindi non lo affermiamo in nessuna direzione.
  • Transizione 5.0. Chiusa: i termini di presentazione si sono chiusi e con decreto del 6 novembre 2025 è stato comunicato l’esaurimento delle risorse. Va comunque detto che non è mai stata una misura per la formazione: il suo perimetro sono i beni strumentali e l’energia autoprodotta da fonti rinnovabili. Lo stesso vale per il piano che le è succeduto, attivo dal 12 giugno 2026: è un incentivo agli investimenti, non alla formazione. Chi lo presenta come copertura di un percorso formativo sta forzando la categoria.

Il livello europeo: cosa è gratuito davvero

C’è una risposta europea che vale in Italia come negli altri Stati membri, e viene dalla Commissione stessa, nella pagina di domande e risposte sull’alfabetizzazione IA aggiornata al 27 luglio 2026.

European Digital Innovation Hubs, oggi «Experience Centres for AI». La Commissione li descrive come «more than 200 one-stop shops across Europe […] supporting SMEs and public sector organisations to digitalise their processes», e aggiunge che «9 out of 10 EDIHs already provide services focused on AI, including trainings, workshops, bootcamps for different needs and levels of knowledge of AI». Precisa inoltre che gli EDIH «can assist as first help desk on the AI Act». Attenzione al metodo: quelle due cifre sono la descrizione che la Commissione dà della propria rete, non un dato di uno studio indipendente, e vanno attribuite a lei.

Il «living repository» di pratiche di alfabetizzazione IA, che la Commissione dichiara «freely available on the Commission’s website» e che raccoglie «more than 40 AI literacy initiatives implemented by companies and the public sector». La stessa Commissione avverte però che replicarne le pratiche «does not automatically grant presumption of compliance with Article 4»: è materiale utile, non una scorciatoia verso la conformità.

AI Skills Academy. Finanziata dal programma Digital Europe, la Commissione la descrive al futuro: «It will offer education and training programmes on AI and in particular generative AI». Ha avviato le proprie attività, ma i programmi sono descritti in prospettiva. Non contiamo su di essa come su un canale disponibile oggi, e chi legge farebbe bene a ricontrollare prima di pianificarci sopra.

La mappa, in una tabella

StrumentoStato al 6 settembre 2026A chi si rivolgeCosa copre
Conto formazione dei fondi interprofessionali (0,30%)Aperto tutto l’anno, non competitivoAziende aderenti a un fondo; il fondo dipende da settore e contrattoPiani formativi decisi dall’impresa, entro le regole del fondo
Fondimpresa (conto formazione, conto di sistema, contributo aggiuntivo)Non verificato: il sito non è stato raggiungibile da nessuno dei quattro percorsi tentatiAziende aderenti a FondimpresaNon riportiamo cifre né scadenze. Verifica diretta necessaria
MIMIT «Sviluppo competenze» (d.d. n. 2095 del 13 luglio 2026)Domande dalle 12:00 del 10 settembre 2026 alle 12:00 del 21 dicembre 2026, tramite InvitaliaSolo PMI in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, SiciliaContributo del 50% su costi ammissibili da 10 mila a 60 mila euro; l’IA non è nominata fra le tematiche
Credito d’imposta Formazione 4.0Non più attivo dalla fine del 2022, con avviso sulla pagina ministerialeNessunoNulla. Se Le viene proposto, la fonte è ministeriale e si verifica in trenta secondi
Fondo Nuove Competenze, terza edizioneFinestra chiusa (10 febbraio – 10 aprile 2025); una eventuale quarta edizione non è stata verificataNon applicabile oggiNon applicabile oggi
Transizione 5.0 e il piano che le è succedutoLa prima è chiusa per esaurimento risorse; il piano successivo è attivo dal 12 giugno 2026Imprese che investono in beni strumentali ed energia autoprodottaInvestimenti, non formazione. Non è uno strumento formativo e non lo è mai stato
Legge 132/2025 (legge italiana sull’intelligenza artificiale)In vigore dal 10 ottobre 2025, con clausola di invarianza finanziaria all’art. 27Nessuna impresa può attingervi risorse per la formazioneIl miliardo dell’art. 23 è capitale di rischio in equity e quasi equity, non formazione
Rete EDIH / Experience Centres for AI (UE)Attiva, e indicata dalla Commissione alle PMIPMI e organizzazioni del settore pubblicoServizi, formazione, workshop; primo punto di contatto anche sul regolamento IA

I limiti di questa pagina

Ogni pagina sui finanziamenti che non dichiara i propri limiti sta chiedendo di essere creduta sulla parola. I nostri, esplicitamente:

  • Fondimpresa non è stato raggiunto. Quattro percorsi tentati il 6 settembre 2026, tutti falliti. È il limite più rilevante di questa pagina, perché è probabilmente il fondo più diffuso fra le imprese industriali italiane.
  • Non abbiamo verificato l’esistenza di una quarta edizione del Fondo Nuove Competenze. Non affermiamo quindi né che esista né che non esista.
  • Non abbiamo esaminato i fondi interprofessionali diversi da Fondirigenti, né i bandi regionali, né la legge di bilancio 2026 alla ricerca di eventuali nuovi crediti d’imposta per la formazione. Non facciamo quindi alcuna affermazione generale del tipo «in Italia non esiste altro»: sarebbe un’asserzione universale costruita su una ricerca parziale, che è esattamente l’errore che questa pagina cerca di evitare.
  • Che un percorso formativo sull’IA sia ammissibile sotto «Sviluppo competenze» è una nostra inferenza, non una previsione del bando, e la pagina della misura non nomina mai l’intelligenza artificiale.
  • Le date si muovono. Finestre, dotazioni e graduatorie cambiano; ogni riga di questa pagina porta la data del 6 settembre 2026. Prima di agire, riapra la fonte.

Sul lato opposto, quello che possiamo affermare con sicurezza perché viene dalle fonti ufficiali riaperte oggi: Formazione 4.0 non è attiva; il miliardo della legge sull’IA è capitale di rischio; la legge 132/2025 dichiara di non generare nuovi oneri; lo sportello MIMIT apre il 10 settembre 2026 e vale per sette regioni; e il conto formazione dello 0,30% è disponibile in ogni momento dell’anno.

Il passaggio pratico, se sta valutando un percorso

Prima di parlare di bandi, verifichi a quale fondo interprofessionale la Sua azienda aderisce e quanto ha maturato sul conto formazione: è il dato che decide la maggior parte dei casi, e spesso nessuno lo ha mai controllato. Solo dopo ha senso guardare i bandi, che nel 2026 riguardano una parte ristretta delle imprese italiane. E in ogni caso: nessun finanziamento rende obbligatorio un corso, e nessuna assenza di finanziamento rende impossibile soddisfare l’articolo 4. Come lavoriamo noi è descritto in formazione IA per aziende.

Domande frequenti

No. La pagina del Ministero delle imprese e del made in Italy dedicata al «Credito d’imposta formazione 4.0», con sottotitolo «Investimenti delle imprese nella formazione del personale», porta un avviso di una riga: «La misura non è più attiva.» La misura si è chiusa alla fine del 2022 e continua a essere proposta commercialmente. Verificato sulla pagina ministeriale il 6 settembre 2026.Fonte: MIMIT, Credito d’imposta formazione 4.0

No. L’articolo 23 della legge 132/2025 autorizza, «fino all’ammontare complessivo di un miliardo di euro, l’investimento, sotto forma di equity e quasi equity, nel capitale di rischio» di PMI e imprese che operano nei settori dell’intelligenza artificiale, della cybersicurezza e delle tecnologie abilitanti. È capitale di rischio destinato a imprese di quei settori, non un fondo per la formazione del personale di un’azienda qualsiasi. La stessa legge, all’articolo 27, contiene una clausola di invarianza finanziaria.Fonte: Legge 132/2025, art. 23

No. L’articolo 27 dispone che «Dall’attuazione della presente legge, ad esclusione dell’articolo 21, non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica», e che le amministrazioni provvedano «con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente». I percorsi di alfabetizzazione previsti all’articolo 24 sono criteri direttivi di una delega al Governo, senza copertura finanziaria propria.Fonte: Legge 132/2025, art. 27

È il conto su cui confluisce, per le aziende aderenti a un fondo paritetico interprofessionale, la quota dello 0,30% del monte salari che l’impresa già versa e che l’INPS trasferisce al fondo. Fondirigenti lo descrive come «il principale strumento per consentire alle aziende e ai dirigenti di utilizzare in modo efficiente, rapido e innovativo le risorse 0,30% trasferite dall’Inps», e precisa che consente di realizzare interventi formativi «in ogni momento dell’anno». Non è un bando: sono risorse che l’azienda ha già versato.Fonte: Fondirigenti, Conto formazione

Finanzia percorsi di formazione del personale dipendente su tematiche strategiche per la transizione tecnologica, digitale e verde, fra cui «Tecnologie digitali» e «conoscenza, utilizzo e diffusione delle tecnologie individuate dal regolamento STEP». Sulla pagina ministeriale, letta il 6 settembre 2026, l’espressione «intelligenza artificiale» non compare fra le tematiche ammissibili: che un percorso sull’IA rientri o meno va argomentato all’interno di quelle voci e verificato con il soggetto gestore. Lo sportello è inoltre riservato alle PMI localizzate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.Fonte: MIMIT, Sviluppo competenze

La pagina ministeriale indica: «A partire dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026 e fino alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026 le PMI possono presentare le domande di agevolazione esclusivamente tramite la procedura informatica disponibile nell’apposita sezione del sito web del Soggetto gestore (www.invitalia.it)». Alla data di pubblicazione di questa pagina, 6 settembre 2026, lo sportello non è ancora aperto: apre fra quattro giorni. Verifichi la pagina ministeriale prima di muoversi.Fonte: MIMIT, Sviluppo competenze

No. L’articolo 4, nel testo in vigore dal 27 luglio 2026, chiede di adottare misure volte a sostenere lo sviluppo dell’alfabetizzazione in materia di IA e precisa che l’obbligo non impone di garantire un livello specifico per alcuna persona. La Commissione europea afferma che non serve alcun certificato e che non sono imposti corsi obbligatori. Il regolamento aggiunge anzi, al nuovo articolo 4, paragrafo 2, che «La Commissione e gli Stati membri sostengono e agevolano gli sforzi dei fornitori e dei deployer di sistemi di IA, in particolare delle PMI». Informazioni generali, non consulenza legale.Fonte: Regolamento (UE) 2026/1744, art. 1, punto 5

Sì, e la Commissione europea le indica esplicitamente alle PMI. Sono la rete degli European Digital Innovation Hubs, oggi «Experience Centres for AI», che la Commissione descrive come «more than 200 one-stop shops across Europe», di cui «9 out of 10 EDIHs already provide services focused on AI, including trainings, workshops, bootcamps»; il «living repository» di pratiche di alfabetizzazione IA, liberamente accessibile; e la AI Skills Academy, che la stessa pagina descrive però al futuro («It will offer education and training programmes»), quindi va ricontrollata prima di contarci. Le due cifre sulla rete EDIH sono la descrizione che la Commissione dà della propria rete, non un dato indipendente.Fonte: Commissione europea, AI literacy Q&A

JB
Justas Butkus

Fondatore e CEO, AInora

Costruisco amministratori digitali AI che sostituiscono il lavoro di reception per le aziende di servizi in tutta Europa. In precedenza ho creato sistemi di IA vocale per cliniche dentali, hotel e ristoranti.

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